Donne, sociale e riciclo sono le tre parole chiave su cui si fonda il brand Dalaleo che non solo realizza borse e gioielli originali e particolari ma lo fa a partire dalle linguette di alluminio delle lattine di bibite.

Spesso quando sento di oggetti che nascono dal riciclo parto un pò prevenuta perchè, ammettiamolo, in giro si vedono certe trovate di dubbio gusto ma una volta imbattuta in questo brand mi sono dovuta ricredere, a maggior ragione dopo averne saputo qualcosa in più sull’origine di questi accessori.

Tutto nasce per caso (come spesso accade) da un viaggio in Brasile di Luisa Leonardi Scamazzoni, conosciuta da tutti come “Leo” che rimane letteralmente folgorata dall’abilità con cui una donna incontrata al mercato lavora le linguette in alluminio delle bibite: dall’unione tra le sapienti mane delle donne brasiliane con la creatività della “Leo” nel 2007 nasce la prima collezione di borse ed accessori.

Le possibilità di utilizzare materiali destinati – per gli altri – alla distruzione non finisce qui e così nasce una nuova collezione  di bracciali e collane in cui il freddo dell’alluminio delle linguette si unisce al calore dei tessuti destinati al macero che vengono recuperati da Michela Bruni che vi infonde nuova vita.

La capsule collection Dalaleo by Michela Bruni è giocata tutta sui contrasti tra la lucentezza dell’alluminio e l’opacità dei tessuti, dal lino al jersey al tessuto più tecnico, tutti scarti delle lavorazioni industriali; materiali così diversi che riescono a unirsi con intrecci, tagli e cuciture dando vita ad un oggetto da un’anima ora più rigida, ora più morbida.